Dopo aver sbraitato e poi aver digerito la Bonino per aver in paga uno strapuntino, i Pulcinella della Federazione ora sono disposti anche a “bere” la zarina della Tav Bresso. Raccontano la storia di un “accordo tecnico” ma un campione di coerenza, tal Chieppa, è pronto a stare nel cosidetto listino del Presidente. Con quale faccia queste persone andranno di nuovo ai presidi e alle manifestazioni contro la Tav? Suggeriamo ai sodali della cosiddetta Federazione della sinistra di indossare le maschere di Pulcinella… (con tutto il rispetto per l’antica maschera napoletana).

Inaugurazione della sezione di Comunisti Sinistra Popolare a Cagliari, Sabato 30 Gennaio alle ore 11e30, in via Bosco Capucci 47.

SINISTRA: DILIBERTO ‘CHIAMA’ RIZZO CHE PERO’ LO GELA
(ANSA)14 GEN 17.44 - ROMA, 14 GEN - Oliviero Diliberto e Marco Rizzo riprendono i contatti interrotti da tempo, ma la distanza resta abissale. Durante la trasmissione di radio2 ‘Un giorno da pecora’, Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani, ospite in studio, ha fatto chiamare al telefono Marco Rizzo che aveva espulso dal suo partito sei mesi fa. ‘Ciao Marco, siccome stiamo discutendo della riunificazione della sinistra l’offerta vale per tutti. Anche per te’. Diliberto ha cosi’ teso la mano al vecchio compagno di lotte cercando di coinvolgerlo nella formazione di un nuovo partito, ‘Federazione della sinistra’, che ha l’obiettivo di rimettere insieme tutti quelli che stanno a sinistra del Pd (al quale hanno aderito finora Diliberto, Ferrero e Salvi). Ma Marco Rizzo, che nel frattempo ha fondato il movimento Comunisti-sinistra popolare, ha risposto negativamente. ‘Per valutare l’offerta dovresti rispondere ad alcune domande che io ti ho posto tempo fa e che hanno causato la mia espulsione’, ha ribattuto Marco Rizzo, mostrando poca disponibilita’ al dialogo teorico e privilegiando questioni pratiche: ‘Come fai a dire si’ alla Tav e anche alla Bresso? E come fai a votare Emma Bonino nel Lazio?’.
‘Per fare politica sono necessarie delle alleanze anche con persone che non hanno il tuo stesso identico programma’, gli ha replicato Diliberto. E Marco Rizzo: ‘E’ quello che abbiamo fatto in 15 anni, non ottenendo nulla e consumando la nostra base sociale. Potremmo tornare insieme solo per battere il Pd e Berlusconi’.

Lettera aperta di Marco Rizzo, Comunisti Sinistra Popolare.

Di fronte ad una crisi del sistema che è strutturale e che produce sempre maggiori sofferenze a larghissima parte della popolazione, le elezioni sono vissute come “fine ultimo” dalla politica tutta.
Invece di esser usate come “verifica del lavoro svolto”, le consultazioni elettorali diventano la bussola della politica di mestiere che sopravvive nel rinnovarsi tra poltrone e strapuntini. Dentro questa “miseria” sta inscritta la vicenda delle prossime elezioni regionali, che vedono da una parte il pessimo spettacolo del Partito Democratico, che un giorno ammette la pericolosità del berlusconismo (per evitare di perdere definitivamente il contatto con la propria base) e l’altro invece è pronto al dialogo e all’inciucio (per la complicità netta coi poteri forti del sistema). Una performance assai deludente del triste Bersani, con un partito che non ha nemmeno il coraggio di usare gli strumenti che ha esso stesso enfatizzato. Abbiamo sempre contestato il fatto che le “primarie” fossero un momento vero di partecipazione e di protagonismo, ma oggi risultano utili perlomeno per evidenziare l’ipocrisia di una formazione politica che, prima le esalta e mitizza come strumento essenziale della democrazia e addirittura come ritorno alle origini ma poi, quando potrebbero esser usate per sciogliere i nodo insoluti, dal Lazio alla Puglia, dall’Umbria alla Campania, le scarta come un imbarazzante ingombro.
L’altra desolante rappresentazione è quella che riguarda quello che rimane dei comunisti e della sinistra. Qui l’imbarazzo è tutto per la Federazione della Sinistra e per Sinistra e Libertà che non sono mai state minimamente consultate nella scelta delle candidature, nella preparazione di programmi aleatori se non esplicitamente negativi come quelli riguardanti la privatizzazione delle acque o l’attuazione della Tav e che non hanno mai prodotto un bilancio sulla loro partecipazione diretta nelle giunte delle regioni (mal)governate dal centrosinistra. Insomma una totale subalternità al PD che, dal Lazio alla Puglia, produce “mostri”. Quello più grave, almeno perchè si tratta della regione più importante, quella della Capitale, è legato alla candidatura di Emma Bonino, “madonna” delle politiche ultraliberiste ed antipopolari che vogliono continuare il massacro sociale della nostra gente. Serve un segnale, sull’unica strada davvero utile da percorrere e cioè una lista alternativa al PD ed alla Bonino, fatta da tutti i partiti comunisti e dalla sinistra politica e sociale. Un appello in tal senso parte proprio da noi, CSP,che, da tempo, abbiamo spiegato che non presenteremo il nostro simbolo, ma che, in questo caso, saremo disponibili a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo.

Chi sono i protagonisti della rivolta di Rosarno? Lavoratori immigrati senza nessuna garanzia sindacale e sociale, che seguono i flussi del lavoro stagionale di raccolta, accampati di volta in volta in baracche e capannoni fatiscenti. Uomini in carne ed ossa che vivono la moderna schiavitù del ventunesimo secolo, vittime di un caporalato agricolo, a volte colluso con la malavita locale, che specula contro questa massa non sindacalizzata nè conscia dei propri diritti.
Cosa è successo? La scintilla di questa che è una delle più visibili rivolte di lavoratori extracomunitari in Italia, è dovuta a dei colpi di arma da fuoco sparati da alcuni abitanti locali all’indirizzo di un gruppo di immigrati. Ora la questione rischia di diventare un mix esplosivo di razzismo e di guerra tra poveri.
Nella desolazione di un Sud senza futuro per le nuove generazioni, si aggiunge il dramma di una presenza che è già concorrenza stringente tra le classi popolari.
Per i lavoratori italiani la migrazione al Nord, la disoccupazione e la ricerca di assistenzialismo sono le realtà concrete con cui si misura la massa dei lavoratori immigrati che ha nel fattore etnico e religioso l’unico punto di riferimento.
Che fare ora? Fino a quando non si riuscirà ad unire con la lotta di classe lavoratori “bianchi e neri” non si batterà questa contraddizione. In tal senso le colpe della sinistra sono enormi: si è pensato ai diritti religiosi (moschea sì, moschea nò) perchè la sinistra aveva abbandonato i diritti sociali e di classe. Fino a quando non riusciremo a far capire ai lavoratori italiani, ed anche ai precari e ai disoccupati, che saranno più forti nelle loro battaglie se ci sarà unità ed uguali diritti sindacali e sociali tra tutti, situazioni come quella di Rosarno si moltiplicheranno così come le guerre tra poveri spazieranno ancora di più.

Il progetto politico COMUNISTI SINISTRA POPOLARE nasce per la ricostruzione della presenza di una vera sinistra anticapitalista a partire dalla costituente di una soggettività comunista nel nostro Paese.
Il pessimo quadro politico necessita di una battaglia senza quartiere contro Berlusconi con lotte e mobilitazioni in appoggio al conflitto sociale che mostra sempre più la crisi del sistema. Il Partito Democratico si mostra totalmente inadeguato non solo a fare l’opposizione ma risulta spesso “complice” delle politiche antipopolari del governo. In tal senso non si potrà far altro che esser alternativi al PD e biasimare la Federazione della Sinistra che è pronta a fare accordi con lo stesso PD e addirittura con l’UDC. In tale contesto COMUNISTI SINISTRA POPOLARE, come evidenziato nella presentazione nazionale, non sarà presente nella tornata elettorale delle elezioni regionali perchè ritiene che le elezioni debbano essere la verifica del lavoro svolto e non il fine ultimo della politica. Annunciamo e ribadiamo quindi che il nostro simbolo, dal Piemonte alla Puglia, non sarà presente nella scheda elettorale per nessuna delle coalizioni già annunciate od in essere.

Da gennaio 2010 scatteranno i nuovi coefficienti di calcolo delle pensioni legati alla “speranza” di vita (FRUTTO DEL PROTOCOLLO SU WELFARE E PENSIONI VOLUTO DA PADRONI, PRODI, CGIL-CISL-UIL E VOTATO ANCHE PDCI E PRC nel novembre 2007). La riduzione dell’importo potrà arrivare fino al 6%. Inoltre già i vecchi coefficenti (riforma voluta dal centro destra e dal centro sinistra sul passaggio dal sistema retributivo al contributivo) prevedevano una riduzione dell’importo dal 2% al 10%. Ora il conto lo faranno i pensionati attuali e quelli futuri, cioè tutti e tutte…

Da tempo è in atto un tentativo di metter fuorilegge i comunisti del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), la terza forza politica del paese (15% dei voti). In questi giorni la vessazione riparte con una azione giuridica da parte della “Commissione Temporale per la valutazione della costituzionalità” presso il Senato della Repubblica Ceca, di interdizione dell’attività del KSCM, accusato - tra l’altro - di esprimere una “visione marxista”. Il KSCM, in questi ultimi giorni di dicembre 2009, ha chiesto drammaticamente aiuto alla comunità internazionale. MOBILITIAMOCI INVIANDO MAIL (preferibilmente in inglese) alle sedi del GOVERNO CECO A PRAGA E ALL’AMBASCIATA CECA A ROMA.

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