Quello che è successo a Torino con l’assassinio di quattro operai è solo la punta di un iceberg che vede una strage quotidiana contro il mondo del lavoro. La contestazione ai vertici sindacali ed anche alla sinistra mi pare un segnale chiaro di cosa pensi la nostra base sociale in merito. Mi parrebbe giusto che al Senato, dove è all’esame il protocollo welfare, venisse almeno bocciata la norma sulla decontribuzione dello straordinario, causa dell’eccidio alla Thyssen Krupp.
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- inviato:
- Martedì, Dic 11th, 2007 at 12:55
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- lavoro and precariato
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Dicembre 11th, 2007 at 13:34
Ieri sera Porta a Porta ha dedicato 5 minuti alla tragedia di Torino. All’una di notte. Questo già la dice lunga.
Inoltre, durante tutta la puntata, l’On. Dini ha ripetuto che il governo deve cambiare rotta…cioè deve far fuori la sinistra! Ha avuto il coraggio di dire che lui e i suoi scagnozzi (circa tre esemplari…) metteranno in crisi il governo, se i komunisti non verranno ridimensionati. E Ferrero? Ha difeso un governo che vuole la Tav, l’allargamento della base di Vicenza, aumenta le spese militari, produce un protocollo sul welfare stomachevole, e parla di sicurezza in termini reazionari e conservatori. “Altrimenti arriva Berlusconi…”
Ieri a Torino, un padre aveva in mano un giornale. Con la foto del figlio, 26 anni, assassinato sul luogo di lavoro. Assassinato per colpa di un lavoro insicuro, massacrante e mal retribuito. Quel padre piangeva, e gridava “assassini”. L’Inail ha liquidato 2 mila euro a defunto.
Mi vergogno di essere italiano.
Mi manca un Partito Comunista che su queste cose sappia dare una prospettiva e una speranza.
Dicembre 11th, 2007 at 20:42
beh sarebbe il minimo, altrimenti si rischierebbe di diventare complici di quello che succede.
Dicembre 12th, 2007 at 10:30
Credo che i parlamentari che si dicono di sinistra, dopo i fatti di Torino, hanno l’obbligo morale di modificare il protocollo welfare, bocciando quantomeno la norma sulla decontribuzione dello straordinario.
Non ci sono scuse sul pericolo che torna Berlusconi, perchè peggio di Berlusconi ha sicuramente fatto Prodi.
Se questi parlamentari non faranno nulla, e sicuramente non faranno nulla, l’arcobaleno si dissolverà , come è naturale che sia per l’arcobaleno.
Nel nostro Paese quel che ci vuole è un PARTITO COMUNISTA, un partito che sia punto di riferimento vero delle classi lavoratrici perche delle classi lavoratrici nessuno più si preoccupa, nemmeno l’arcobaleno che appare nel cielo dopo la tempesta e col sole sparisce.
Dicembre 12th, 2007 at 13:22
Quanto stanno facendo ora gli autrasportatori è giusto, chiedono semplicemente che le leggi che molti di loro osservano, siano fatte rispettare.
Per tutta risposta li prendono in giro e minacciano (e praticano) arresti e revoca delle licenze.
Lo sciopero è diventato divieto, ormai anche solo scambiarsi opinioni sarà vietato.
Non conosco nessun autotrasportatore (quindi non sono di parte), ma vi assicuro che ne vedo morire tanti sulle nostre autostrade. Appartengono alle statistiche degli incidenti, insieme agli automobilisti coinvolti.
Ma sono identicamente morti bianche. Che vanno sommate alle statistiche che, a seconda di chi le riporta, già oggi oscillano dai 1500 agli 8000 morti l’anno.
I media cominciano a riportare qualche notizia di morti sul lavoro, perchè ora è di moda, fa audience.
Il problema che presto osserveranno è che sono notizie frequenti, simili fra loro, numerose ogni giorno. Come i morti in Iraq, riportano solo quando sono stragi oltre i 60 morti, quelle da 5-6 morti non sono più interessanti, notevoli.
Quindi i media di regime presto torneranno a calcio, veline, e (abominevole invenzione) “riforme atte a garantire la governabilità ”, ossia metodi più sicuri per cancellare ogni possibile opposizione. Anzi quest’ultima è in prima pagina da 6 mesi, ogni giorno.
Il generale Pinochet in Cile , come lo stesso Mussolini, mi risulta consentissero comunque la sopravvivenza dell’opposizione. Un partito poteva nascere, senza soglie di sbarramento alla tedesca (nazista) o cilena, e poi crescere con difficoltà non tanto diverse da oggi.
Se non ci muoviamo, questo stesso blog ce lo chiuderanno con qualche scusa.
Dicembre 12th, 2007 at 13:29
condivido totalmente ciò che dicono Nicola e Claudio R, in particolare la necessità espressa dal primo circa la (ri)nascita di un Partito Comunista in Italia, e l’invito del secondo a muoverci.
Invito inoltre, voi e tutti quanti siano interessati, a leggere un breve articolo che ho scritto sullo sciopero degli autotrasportatori.
Mi farebbe piacere ricevere un parere.
Antonio
http://antoniolucignano.blogspot.com/2007/12/sullo-sciopero-degli-autotrasporatori.html
Dicembre 12th, 2007 at 14:23
E’ perfetto, hai ragione, abbiamo ragione.
Antonio ha scritto un buon pezzo che invito a leggere nel suo blog.
Ma dobbiamo cominciare a difendere sia le ragioni che il diritto ad esprimerle. Mediante azioni di sensibilizzazione ed organizzazione. Anche questo blog può funzionare da strumento di informazione, sensibilizzazione e coordinamento.
E intanto però questi politici-sindacalisti mestieranti sembrano tutti d’accordo (Marco Rizzo, Beppe Grillo e qualche comico e artista e giormalista e magistrato però si salvano) nel voler creare leggi e condizioni liberticide e anti-economiche (riguardo la nostra economia, la loro economia personale va sempre meglio).
Avete notato ad esempio che a Ballarò sono sempre tutti sorridenti e rispettosi fra loro? Che succede, gli incazzati siamo solo noi? Chi dovrebbe rappresentarci evidentemente è soddisfatto, pacato, problemi veri non ne ha…
Dicembre 12th, 2007 at 16:13
Sono d’accordo con te, Claudio. Soprattutto quando dici che oltre alle azioni di SENSIBILIZZAZIONE bisogna dar vita anche ad azioni di ORGANIZZAZIONE e COORDINAMENTO. Credo che questi due termini siano l’orizzonte entro cui dobbiamo muoverci. Ritengo che Marco Rizzo saprà leggere, tra le righe del suo blog, un atteggiamento positivo per un riposizionamento dei comunisti in Italia.
Serve un partito. Serve IL PARTITO.
Dicembre 14th, 2007 at 15:06
Il protocollo del 23 luglio, frutto di concertazione, alla sezione 5 sotto il titolo competitività , con una sola riga sancisce la decontribuzione del lavoro straordinario. I contributi servono per pagare le pensioni e l’assistenza: sono quindi danari sottratti ai lavoratori per le imprese.
In periodi in cui i rapporti di forza ci erano un pochino più favorevoli, il maggior costo del lavoro straordinario serviva a porre freno all’arbitro del capitale nel gestire l’orario di lavoro, consentendo di pari passo l’accrescimento dell’occupazione.
La decontribuzione dello straordinario va a braccetto con la decisione del governo berlusconi di eliminare il tetto di straordinari settimanali. L’impresa così puo dilatare gli orari di lavoro a suo piacimento, massimalizzando l’estrazione di plusvalore assoluto.
Come avevo già avuto modo di dire, Jack London all’inizio del 900 rilevava come gli incidenti avvengano nella stragrande percentuale dei casi, nell’ultima ora di lavoro:
agli operai della Thyssen, ma non solo a quelli, si può chiedere di lavorare fino a 16 ore consecutive.
La diminuzione del potere di acquisto dei salari è talmente spaventosa che gli operai di buon grado accettano di dilatare la giornata lavorativa.
Quest’ultima considerazione mi spinge a dire che solo ora, finchè l’avidità della stampa borghese tiene accesi i riflettori su Thyssen, i lavoratori sono pronti a capire una battaglia per combattere lo straordinario che produce morte.
Bisognerebbe sapere cogliere tutte le opportunità di lotta, per non essere residuali e schiacciati su scelte che non sono nostre.
Dicembre 17th, 2007 at 17:39
Caro Compagno Marco Rizzo,
è una necessità storica che la nostra Costituzione aggiorni l’articolo 36, nel quale è sancito il diritto della persona lavoratrice ad un’esistenza libera e dignitosa; questo, alla luce degli omicidi bianchi, non è più sufficiente! Occorre, infatti, che l’articolo 36 preveda espressamente che la persona lavoratrice abbia un’esistenza, oltre che libera e dignitosa, anche sicura dal pericolo sul posto di lavoro.
Saluti comunisti
giovanni corallo (milano)
Dicembre 19th, 2007 at 14:50
“Omicidi bianchi” BASTA!!!!!!!!!
La guerra del lavoro continua!!!
Rivolgo un accorato appello anche a Te, Compagno Marco Rizzo, che sei tra i pochi che ha la convinzione di continuare a parlare, ancora e sempre, di Proletariato, di Forza-Lavoro sfruttata, di classe subalterna sotto ricatto, perché sia Tu che dica a noi, che siamo le tante Compagne/i sfiduciate/i nel futuro: Che fare????
Così, infatti, non è più possibile andare avanti!!!
Saluti comunisti
E grazie per il Tuo Lavoro ed Impegno come Eurodeputato (Ho letto pure il Tuo libro sulle Ragioni di una Scelta Comunista, che contiene delle analisi “illuminanti” sul contesto storico e socio-economico di ieri come di oggi
avv.giovanni corallo (milano)
Dicembre 22nd, 2007 at 08:05
La riforma del welfare e delle pensioni è la l’ultimo atto in ordine cronoligico,dello smantellamento dello stato sociale sul quale la sinistra italiana ha ormai abiurato da molto per conto degli interessi dei grandi poteri. Struttura e sovrastruttura come ha giustamente scritto Marx.. Da molti anni ormai la sinistra non esiste ed è ormai evidente a chi è realmente comunista che i due partiti in Italia che hanno come simbolo falce e martello, sostengano le politiche ultraliberiste e guerrafondaie, per un interesse meramente di casta: la casta rossa. Il dire delle cose e farne altre ha portato noi lavoratori comunisti che siamo la vera sinistra in Italia, in un cul de sac.Bisogna ricostruire un partito dei lavoratori, di massa, comunista e quindi anticapitalista,che si batta per l’affermazione della legalità e dei diritti dei cittadini, che analizzi la società e faccia politiche che promuovano la coscienza di classe e la partecipazione nel raggiungimento del bene comune. Non deve più essere che la classe dirigente di un partito comunista venga cooptata dalle segreterie del partito o dal mondo della dirigenza sindacale della serie compagno tu lavori e io magno! Un partito di massa deve avere una guida che provenga dalle punte avanzate della coscienza dei lavoratori.
Luglio è un mese nefasto per i lavoratori ricordando l’accordo sulla concertazione che ha certificato le politiche del menoppeggismo del sindacato. Oggi anche la Spagna ci ha superato come reddito procapite e dopo aver privatizzato tutto i beni di prima necessità ci apprestiamo a cedere anche la compagnia aerea di bandiera e saremo l’unica superpotenza a non averne.
I morti sul lavoro e i loro familiari gridano vendetta e il mio disprezzo va all’ipocrisia delle istituzioni che in nome d’interessi finanziari, non ha mai voluto applicare le leggi vigenti sulla sicurezza dei lavoratori : la 626 e il D.L. 66 che mette il limite di 48 ore alla settimana(compresi gli straordinari), ipocriti che piangono i lavoratori e intanto decontribuiscono lo straordinario.
Facciamo un partito comunista che sia la voce senza se e senza ma,scevro da qualsiasi forma di personalismo e menopeggismo dei: no tav,no dal molin, dei pacifisti, dei precari, dei pensionati, dei lavoratori salariati, di tutti coloro che pensano che un mondo diverso si può fare.
Saluti comunisti
Dicembre 22nd, 2007 at 12:45
Per i lavoratori morti sul lavoro adenpiendo al più alto dei valori quello di dare una vita dignitosa alle loro famiglie che vogliono con tutte le forze che vinca la legalità sui posti di lavoro affichè cessino questi omicidi e per tutti gli ipocriti, parassiti che succhiano il sangue dei lavoratori con il tradimento e mi riferisco a tutti quei parlamentari della sinistra e a tutti quei dirigenti sindacali che non conoscono la legge 66/2003 e la sua attuazione qui di seguito una nota da leggere attentamente e con il pensiero rivolto ai nostri compagni di Torino morti nell’acciaieria e fate mente locale su quanti politici e sindacalisti sui media hanno parlato della legge 66/2003.
NOTA sul D.L. 66/2203
Con il decreto legislativo 8 aprile 2003 n. 66, pubblicato sulla G.U. n. 87 del 14-4-2003, il Governo ha dato attuazione alle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE riguardanti aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, le ferie, il riposo, lavoro straordinario, lavoro notturno, lavoro a turni, lavoro mobile, lavoro offshore.
Di seguito le principali novità :
Orario di lavoro e straordinari
- la durata media settimanale non deve superare le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario (che deve essere il più contenuto possibile);
- se un lavoratore lavora almeno 3 ore tra le ore 24.00 e le 5.00 di mattina, esso non deve lavorare più di 8 ore nell’arco delle 24 ore
Il riposo e le ferie
- per ogni periodo di sette giorni il lavoratore deve beneficiare di uno spazio di tempo minimo di riposo continuato di 24 ore
- tutti i lavoratori hanno il diritto nel corso delle 24 ore di uno spazio di tempo minimo di risposo di 11 ore
- e’ di legge la pausa di lavoro quando l’orario di lavoro giornaliero supera le sei ore
- ogni lavoratore deve beneficiare di ferie annuali retribuite di almeno quattro settimane.
Dicembre 22nd, 2007 at 14:07
vorrei sapere a che livello è la demo-crazia in italia sono un delegato cgil di milano che è stato espulso da sindacalista per aver fatto propaganda per il no al referendum e per aver detto in assemblea “bisogna votare no perchè questo è si il governo amico , ma amico delle banche in particolare amico della goldman-sachs” prima il funzionario ha tentato di farmi mobbing poi visto che non mi dimettevo mi ha tolto la delega da rsa mandando un fax in azienda . è normale che questo possa succedere in italia ?
MAX