Manifestare è giusto, mentre è ovviamente sbagliata la scelta del governo. Però non è più possibile dire certe cose in campagna elettorale e farne altre quando si va al governo. In questo modo la sinistra, ma anche i comunisti, perderanno il rapporto con la loro base sociale!
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- Sabato, Dic 15th, 2007 at 18:00
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Dicembre 16th, 2007 at 09:01
Caro Compagno Marco hai proprio ragione. Mi piacerebbe che ci fosse un Partito Comunista in cui fatti e parole camminassero sullo stesso binario.
Dicembre 16th, 2007 at 19:53
non ho avuto il coraggio di andare a vicenza dopo esserci andato l’altra volta, se avessi portato la bandiera del partito credo che mi avrebbero sputato in un occhio e non avrebbero avuto torto.
Dicembre 17th, 2007 at 10:38
Caro Compagno Marco Rizzo,
condivido la Tua riflessione, per almeno due motivi:
1) Partecipare (e manifestare) è Libertà;
2) E’ una necessità storica avere una considerazione più costante
dei Movimenti, a cominciare da quello Pacifista, che a Vicenza per il “No Dal Molin” ha sfilato con 80-100.000 persone!
saluti comunisti
giovanni corallo (milano)
Dicembre 17th, 2007 at 15:03
Caro Marco, ciò che dice Gennaro è indicativo alquanto: oggi, i comunisti “di governo” sono screditati dalla loro stessa base, e i militanti di quei partiti sono in grossissima difficoltà. Come starai notando (vedi interventi di Brigante Rosso e miei), la necessità di un nuovo Partito Comunista Italiano è avvertita da un numero sempre maggiore di militanti. La Cosa Rossa è ormai incamminata verso la socialdemocrazia. E i comunisti? Dove sono? Sic rebus stantibus, dovrebbero stare all’opposizione. Anzi, dirò di più: dovrebbero iniziare ad organizzare l’opposizione! Mi rifaccio anche al tuo “forse dobbiamo iniziare a parlarci”…
Dicembre 17th, 2007 at 21:31
Non so dove postare questo commento, ma mi piacerebbe si parlasse un po’ della prossima secessione del Kosovo dalla Serbia. un evento che, se tutto va bene, porterà la Serbia nell’UE e darà agli Usa uno stato fantoccio e vassallo nei balcani, mentre se tutto andrà un po’ meno bene riaccenderà perricolosissime sirene di diritto alla secessione delle comunità etnicamente pure (dalla sedicente repubblica turc-cipriota, alla transdnistria, ai Paesi Baschi, alla corsica…. magari perché no, all’Alto Adige- Sued Tirol)… perché se ne parla così poco a sinistra?
Dicembre 18th, 2007 at 09:17
Neanche io so dove postare, ma provo a metterlo quì, sperando di aprire un diaologo.
Era il 2 agosto del 1978, così diceva Enrico Berlinguer: “Chi ci chiede di omettere condanne e di compiere abiure nei confronti della storia, ci chiede una cosa che è al tempo stesso impossibile e sciocca. Non si rinnega la storia: nè la propria, nè quella degli altri.” E tre mesi dopo, esattamente il 23 novembre, riprendeva il tema Giorgio Amendola: “Non si manipola la propria storia per una manciata di voti.Sarebbe un’offesa alla coscienza dei militanti e, soprattutto, un’operazione ipocrita verso il paese. Queste operazioni le fanno gli avventurieri della politica, ma non un grande partito che deve costruire la propria credibilità su basi certe”.
Ci ritroviamo ancora a discutere della nostra storia, dei nostri valori, inseguendo chi li ha sempre messi in discussione. Non è un pò tropppo?
Dicembre 18th, 2007 at 14:31
Sia Gennaro che Roberto che Pugnochiuso sollevano un problema che a mio avviso è “Il Problema”: coerenza e determinazione nell’interesse delle classi deboli e di maggioranza numerica, in Italia e nel Mondo. Sono i semplici fatti che chiediamo a chi ci rappresenta. Vogliamo il suo impegno, la sua coerenza, ogni giorno, in ogni occasione.
La base comincia ad avere la capacità di comprenderlo, perchè le difficoltà aguzzano l’ingegno e la capacità di comprendere.
Marco Rizzo, impegnati con forza, che la gente capirà in fretta che sei dalla loro parte, e coerente. Devi avere una tua base, e poi allargarla, con molto, molto lavoro. Le basi storiche le possiedi già, sono la tua coerenza con aspetti anche scomodi del comunismo ma anche il riconoscimento di non aver mai lasciato passare operazioni sbagliate, senza opporti con grinta.
Riguardo alla Serbia e alle derive secessioniste, non vedo problemi (in Corsica starebbero bene, l’unico problema è proprio l’ingerenza da parte dello stato centrale) se un popolo vuole l’autodeterminazione ed utilizza ogni mezzo non-violento ed economicamente sano per ottenerla e, soprattutto, mantenerla.
Liechtenstein, Norvegia, San Marino e Svizzera ad esempio non sono nella Comunità Europea ma sopravvivono meglio di noi certamente. Se la Serbia fosse guidata da politici/economisti capaci, non avrebbe necessità di entrare in Europa per diventare un’isola felice. Quindi ogni prossima notizia strana sui Serbi andrà verificata su più fonti indipendenti. La controinformazione viene normalmente usata per creare situazioni di tensione tra la gente, a partire da leggende metropolitane in ambito religioso ad esempio, che minano la convivenza tra diverse etnie. E non sono fatti spontanei, ma creati ad arte dai servizi stranieri. (Questo il mio contributo all’intervento di Roberto).
Dicembre 18th, 2007 at 19:43
Sono proprio necessarie tutte queste basi americane in Italia?
Ma non si era detto che nella base di Vicenza ci sono bombe a testata nucleare?
Dalle basi di Vicenza non sono scattate delle operazioni illegali della Cia?
Dopo anche solo questi interrogativi è necessario manifestare permanentemente, sino alla chiusura delle basi militari statunitensi in Italia.
Dicembre 18th, 2007 at 22:01
Compagni, sono della Sicilia, la terra che ci ha visti protagonisti contro i missili Cruise Americani e contro le loro basi militari. Grande ed appossionante battaglia che costò la vita a Pio La Torre, dirigente comunista. Ricordo che nel mezzo di quella battaglia, nella mia città, proponemmo (al tempo eravamo la FGCI) la denuclearizzazione di diversi quartieri, ottenendola in alcuni.
Idea: E se i compagni la proponessero in Consiglio Comunale a Vicenza?
Dicembre 19th, 2007 at 10:38
Ottima idea. Alla battaglia istituzionale va però anteposta una forte e chiassosa protesta popolare. Le istituzioni dovranno così solo ratificare una decisione che i cittadini hanno imposto a seguito di scioperi e manifestazioni. Così i consiglieri comunali saranno più forti.
Dicembre 19th, 2007 at 12:43
Organizzare banchetti per la raccolta firme, coinvolgere quanti più possibili, preparare una conferenza stampa invitando le forze presenti nel Consiglio Comunale e,infine, presentare la richiesta di denuclearizzazione del territorio. Che ve ne pare?
Dicembre 19th, 2007 at 20:23
Caro compagno Rizzo, qual’è il suo indirizzo mail per contattarla?