Fidel Castro lascia il suo incarico di Presidente e di Comandante delle Forze Armate Cubane. Lo fa in una condizione non di necessità , ma di scelta politica, dimostrando non come qui da noi e altrove, che il potere si può abbandonare. Fidel abbandona ma non ha perso, anzi, ha vinto. Ha vinto perchè le idee della Rivoluzione Cubana sono la traccia in cui si sta avverando il cambiamento nel continente latino americano. Se non ci fosse stato Fidel, oggi non ci sarebbero Chavez, Corria, Morales, Ortega e, seppur in forma diversa, Lula, la Kirchner e la Bachelet. Fidel ha vinto. Viva Fidel! Viva la Rivoluzione Cubana!
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- Martedì, Feb 19th, 2008 at 22:37
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Febbraio 19th, 2008 at 23:52
ma vergognati…
Febbraio 20th, 2008 at 00:15
caro marco,
cari compagni,
la scelta di Fidel e stata ancora una volta una scelta che farà storia.
il modo in cui tu analizza la cosa e giusto e senza ipocrisia, e sicuramente i compagni che da qui a poco incominceranno a scrivere comenti sul post, avvranno grande aiuto dal tuo scritto.
oggi che in Italia sembra che la falce e martello scompaia e che nel mondo Fidel rinuncia, per i comunisti potrebbe essere un colpo mortale.
ma, e peso questo MA, i comunisti e sopprattutto quelii dell’Italia oggi più che mai debbono sorridere e cantar vitoria.
una vittoria che nasce dalla consapevolezza che tanti compagni oggi più che mai riscoprono l’orgoglio dell’appartenenza e il valore della propria bandiera, un orgoglio di idee e di comportamento, un valore che sa speranza vera e non fasulla o utopistica.
l’attacco sulla 194, l’attacco sulla precarietà , l’attacco sulla pace e l’attacco al storia di chi ha costruito in Italia e nel mondo la storia ci fanno credere e capire qunto siano forti i COMUNISTI OGGI.
pertanto auguro di sentirsi come me sempre e solo comunista.
giannone gerardo
Febbraio 20th, 2008 at 10:07
Hai ragione Marco,ma a me dispiace lo stesso,Fidel e Fidel!Solo il tempo e riuscito a scalfire la sua persona,ma non certo le idee,il comunista e il rivoluzionario quale e!W FIDEL E W LA RIVOLUZIONE CUBANA!
Febbraio 20th, 2008 at 15:05
Fidel resterà per tutti un esempio…continuerà a combattere” come un soldato delle idee”. Continuerà a scrivere sotto il titolo Riflessioni del compagno Fidel e tutti noi avremo sempre molto da imparare dai suoi scritti. Ora e sempre viva la revolucion cubana!!!
Febbraio 21st, 2008 at 13:31
VIVA FIDEL,VIVA CUBA E LA RIVOLUZIONE CUBANA.
Febbraio 22nd, 2008 at 01:33
Conosco - bene - Cuba.
La maggior parte di noi non sopravviverebbe che qualche mese (settimana?) alle restrizioni alimentari, alla miseria diffusa, ad un tenore di vita più che spartano, all’impossibilità di spostarsi liberamente nell’isola e di viaggiare all’estero, alla repressione delle diversità di pensiero, artistiche, comportamentali.
A cuba c’è poco (e per niente vario) cibo, pochissimi libri, giornali, dischi, cinema, teatri, non esiste libertà di stampa, di associazione, non esistono veri partiti (e, quindi, vere elezioni), e via elencando.
L’organizzazione della vita quotidiana è messa a dura prova dalle continue (e prolungate) interruzioni di corrente elettrica e di gas, il sistema di trasporto pubblico è sostanzialmente inesistente, non si trova benzina, nè pezzi di ricambio per le automobili e le moto (il cui possesso riguarda comunque una minoranza della popolazione)
L’omosessualità è considerata reato (e severamente repressa e punita), la prostituzione (anche minorile) diffusissima.
Nno c’è nemmeno eguaglianza sociale, perché chi è vicino alla nomenklatura del regime (o legato al mondo della prostituzione e dei traffici illegali) conduce un tenore di vita molto, ma molto, ma molto superiore al cittadino medio, specialmente a quello di etnia africana: gli afrocubani vivono in case più fatiscenti e sono più poveri dei loro connazionali bianchi.
Colpa dell’odiosissimo embargo? Certo, ma non solo: secondo me, colpa anche del regime.
A cuba si sta meglio che in altri paesi centro-americani? Non so, forse, ma è una magra consolazione.
Le affermazioni che ho finora fatto possono essere confermate da tutti coloro che si siano recati (anche solo in vacanza) a Cuba, perché sono evidenti a tutti.
A me dispiace dirlo, perché sono di sinistra ed il sogno ed il mito della rivoluzione cubana, di Guevara, di Fidel, ha segnato la mia adolescenza e la mia gioventù, ma insomma: arrendiamoci all’evidenza.
Se poi si va oltre ed al di sopra dell’evidenza, dico che è moralmente disonesto che a magnificare Cuba siano compagni i quali mai nella loro vita hanno subìto e mai subiranno nemmeno un centesimo di quel che tocca sopportare ai cubani.
Questi compagni mi sembrano un po’ come gli anglosassoni in vacanza a Capri negli anni 60 che trovavano pittoreschi gli scugnizzi ed il colore locale, o come gli intellettuali alla ricerca del proletariato “vero” nelle borgate romane.
Ma poi, gli uni e gli altri, ne parlavano, scrivevano, commentavano, stando comodamente seduti nei loro salotti e nei loro caffè e - soprattuto - conducendo una bellissima, comodissima, liberissima, spesso lussuosissima vita.
Non mi pare cambiato molto da allora, tranne il fatto che il numero di europei disponibili a farsi affascinare dal sogno cubano - propagandato da pochi irriducibili - mi pare drasticamente ridotto: oggi si va a Cuba soprattutto per il bellissimo mare e per l’offerta turistica a buon mercato.
Ai nostri compagni chiedo: ti piacerebbe fare il deputato, o il giornalista, o il sindacalista, o l’intellettuale, o il dirigente di un movimento per i diritti civili a cuba (cioé quello che molti di voi fanno qui)? Io non credo
Febbraio 22nd, 2008 at 19:23
Fidel ha acceso la scintilla e il fuoco, ma non va del tutto in pensione. Sarà il soldato delle idee e continuerà ad alimentare il fuoco della Rivoluzione in America Latina.
W Fidel e la Rivoluzione