Tutti parlano bene ma razzolano male. Le imprese puntano solo al profitto ed ignorano volutamente la sicurezza. Per quanto riguarda la politica, è stato approvato un protocollo sul welfare che prevede la detassazione del lavoro straordinario e, esattamente come nel programma di centrodestra, si favoriscono gli staordinari, prinicipali cause dell’incidenza di morti sul lavoro. Quanto ai sindacati, anch’essi hanno avallato questa politica!
inizio archivio
- inviato:
- Martedì, Mar 4th, 2008 at 17:13
- Categoria:
- articoli recenti and lavoro
- approfondimenti:
- Puoi inviare un tuo commento, oppure effettuare un trackback al tuo sito.
Altro
- ultime news
- A MARCHIONNE RIESCE QUELLO CHE NEANCHE A BERLUSCONI VIENE CONCESSO.
- Dignità e lotta del popolo abruzzese
- PROGRAMMA della Festa CSP a Roma 15/18 luglio
- Prima Festa Nazionale Comunisti Sinistra Popolare
- Nobel per la pace alle madri di Plaza de Mayo
- Manifesto Pomigliano
- OGGI A POMIGLIANO, DOMANI AD OGNI ITALIANO
- Prima Festa Regionale CSP - Toscana
- Palestina e Medioriente - Assemblea Pubblica
- SCANDALOSE LE REAZIONI AL TERRORISMO DEL GOVERNO DI ISRAELE
Powered by WordPress 2.3. using the Disconnected theme by Adam Freetly.
Marzo 4th, 2008 at 19:31
E’ nel nome del dio-denaro che si macellano ogni giorno i lavoratori, nelle aziende come sulle strade.
Una pressione fiscale fuori controllo (43% del PIL !) rispetto alla maggioranza degli altri paesi del mondo è figlia della peggiore spesa pubblica, strutturata per il mantenimento del sistema clientelare dei partiti e delle grandi imprese.
Gli operai, i muratori non hanno nè formazione nè strumenti adeguati alla propria sicurezza, sono stanchi e costretti agli straordinari per arrivare decorosamente alla fine del mese, con i propri stipendi anch’essi erosi dalla pressione fiscale.
I sindacati naturalmente plaudono all’attuale welfare e il presidente della Repubblica si indigna.
Domani moriranno altri lavoratori, e la macelleria sociale continuerà imperterrita perchè ora non c’è tempo per la questione, nei TG e nei giornali ci sono solo le dichiarazioni di Berlusconi e Veltroni, meno dettagliate ma mai dimenticate quelle di Casini e Bertinotti.
Perchè the show must go on… un vero schifo che continua.
Marzo 4th, 2008 at 22:49
la cgil è un sindacato giallo collaborazionista
Marzo 5th, 2008 at 14:46
cari compagni,
il partito deve fare sindacato!
compagni alla LOTTA
per il comunismo!
per un radicamento del PdCI!
saluti marxismo leninismo
Alessio Borsotti
PdCI sez. di Piacenza
Marzo 6th, 2008 at 18:10
BASTA…“Non si deve morire per vivere”
“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” Enrico Berlinguer
Dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, altri cinque morti sul lavoro in un giorno sono davvero tanti. Suonano come uno schiaffo dato ad un neonato. Eppure per qualcuno sono una macabra contabilità che rientra dentro la statistica. Forse molti ignorano che la statistica parla di una media di quattro morti al giorno per infortunio sul lavoro è comunque sottostimata. Mancano quei lavoratori, non solo immigrati, che non sono registrati come tali, mancano quegli altri lavoratori che rimangono vittime di incidenti stradali perché stanchi e affaticati dalla guida o dal lavoro precedente. E muoiono anche altri lavoratori, vittime di esposizione ad agenti cancerogeni e tossici che quasi mai o a grande fatica riescono a dimostrare che la causa della loro morte è il lavoro. Ogni giorno, si compie una strage di qualche decina di persone per il lavoro tanto più grave quanto più culturalmente accettata. L’amaro in bocca mi resta se penso che le leggi ci sono, ma che le responsabilità delle loro applicazioni è ascrivibile a molti, prima di tutto chi ha il dovere di salvaguardare la salute degli operai e cioè al datore di lavoro e poi a tutti coloro che non intervengono a vigilare, a denunciare e a condannare. Non solo, ma anche a produrre coscienza, ad organizzare iniziative e lotte contro questi serial killer. Questa ultima tragedia deve portare ad una effettiva svolta in materia di sicurezza sul luogo di lavoro e deve far si che non si possa più nascondere la testa nella sabbia o voltare le spalle ad un problematica così sentita ed urgente. Bisogna fermare questa mattanza perché di lavoro “Non si deve morire per vivere”. Voglio ricordare i nomi di questi operai, per far si che la loro morte non resti una mera statistica: Guglielmo Mangano 44 anni, Luigi Farinosa 37 anni, Biagio Sciancalepore 22 anni, Vincenzo Altomare 64 anni (titolare dell’azienda) e Michele Tasca 20 anni deceduto stamattina.