La svendita ai francesi è l’ultimo errore del governo Prodi.
Le responsabilità del tracollo sono dei pessimi manager e della politica (tutta) che hanno lucrato per anni sulla compagnia di bandiera che deve restare tale. Serve un piano di rilancio che renda Alitalia nuovamente strategica per il Paese senza penalizzare i lavoratori.
Marzo 22nd, 2008 at 02:41
Come andrebbe articolato questo piano di rilancio? Saluti.
Marzo 23rd, 2008 at 11:54
Serve anche fare un pò di risanamento.
Perchè Cimoli (ex-Amministratore delegato) è stato liquidato con 7 milioni di Euro? Perchè l’ha drenata bene, senza vergogna?
Quei soldi li avrà divisi con qualcuno, non li avrà tenuti tutti per sè.
Provate voi a non pagare una multa, o il canone TV, se non si presentano prima o poi alla porta per l’esecuzione forzata delle mancate entrate all’Erario!
Errore di Prodi? Sono atti criminali, perchè l’economia italiana gestita in modo clientelare da troppe legislature è diventata un’economia criminale per le famiglie italiane, ed anche per i singles.
Viviamo in una chiara dittatura economica per motivi clientelari, ossia di mantenimento cristallizzato di questa precarietà crescente mediante consenso di masse preoccupate di non pagare mutui, bollette, rimborsi di crediti al consumo (carte di credito comprese)…
Marzo 23rd, 2008 at 12:08
Per Giovanni:
le aziende si risanano cominciando a non pagare i dipendenti che non fanno un cazzo (assunti per motivi clientelari e quindi con protettori politici inseriti nel management aziendale, di solito), ossia tagliando i costi inutili. Si annullano i contratti con i fornitori imposti dai politici, si recuperano soldi mediante azioni legali di peculato a carico dei vari manager imposti dai politici da almeno 20 anni a questa parte.
Si fanno verifiche di efficienza in ogni settore (marketing, vendite, assistenza tecnica, acquisti, amministrazione, finanza) e a livello di singolo ufficio, anche e soprattutto mediante instaurazione di un controllo di gestione che non è altro che un software che contabilizza la resa (entrate e uscite) di ogni funzione aziendale.
La misura, la aggrega, trae indicazioni mensili di andamento e che indica dove lavorare meglio e dove i risultati sono già OK.
Resa che deve essere un attivo e non un passivo.
Le aziende si risanano nello stesso modo in tutto il mondo, altrimenti nessuno avrebbe di che mangiare. Invece sembra che qualche buongustaio debba mangiare per 1000 persone, mentre le 1000 in questione si fanno incantare da un solo buongustaio… che sia meglio cominciare a capire qualcosa di economia, aziende, efficienza?
Marzo 23rd, 2008 at 19:43
Sono uno di quei compagni che crede che non tutto sia realmente negativo…sono un licenziato dalle delocalizzazioni…
so benissimo che in molti casi l’efficenza del sistema la deve pagare l’ultimo arrivato, il più debole il più indifeso…so anche che le forme di lotta sono cambiate…ma quando senti che con la storia del precetto tanti, molti finirono con l’inviare certificati per bloccare i voli….questo a me fa particolarmente incazzare.
la lotta per una giusta causa si fa alla luce del sole…non nascondendosi come vigliacchi e così passando da furbi!!
lo so è una storia complessa che non può essere semplificata…
cosciente che i percorsi sono di solito quelli : dichiarazioni di esubero…contrarieta trattativa … moti lavoratori che resteranno col cedrino in mano!!! molti di quelli ( i più vagabondi salvati!!!) i sindacalizzati a spasso!!! meditate gente meditate!!!
Marzo 27th, 2008 at 02:36
La decisione di (s)vendere Alitalia ad Air-France venne presa quando Jean Cyril Spinetta, oltre che CEO di Air-France, era anche consigliere di amministrazione di Alitalia.
Avendo il Ministero del tesoro la cosidetta Gold-share di Alitalia, una sorta di mega-azione che ne fa il socio di maggioranza.
La decisione, quindi, venne presa dal Governo Berlusconi nella persona dell’allora Ministro delle Infrastrutture Lunardi.
La svendita venne decisa sulla base di una contropartita: i finanziamenti europei per l’alta velocità .
La questione della TAV (che non si ferma a Torino ma procede fino a Roma) è di un’importanza cruciale per capire il perchè della Vicenda Alitalia.
In Italia abbiamo già un HUB, è quello di Fiumicino. Con tale espressione (l’inglese hub significaperno) si intende che l’aeroporto abbia la funzione di massimo livello di raccogliere lungo raggi (in inglese spokes) passeggeri e merci da aeroporti di livello inferiore per trasferirli su lunghe distanze; e naturalmente, viceversa, di raccogliere passeggeri provenienti da lunghe distanze per trasferirli ad aeroporti di minor livello gerarchico.
Con i lavori in fase conclusiva della realizzazione della TAV Milano-Roma e dell’asse Europeo che attraverso Torino raggiungerà Roma collegandosi alla tratta nazionale da Milano, risulta evidente come Malpensa sia stata soltanto una realizzazione figlia di 2 equivoci: regionalismo lombardo spinto da interessi privati e clientelari(nello specifico, Formigoni e i suoi CieLlini) e il solito vizio italiano di tenere 2 piedi in una scarpa.
Malpensa, a prescindere dai governi, sarà fisiologicamente tagliata fuori dal sistema di trasporto aereo Europeo, perchè l’europa non lo considera fondamentale. Ruolo che invece assegna a Roma. E questo i nostri “governanti”, con tutto il rispetto per i governanti degli altri paesi, lo sanno bene.
Ecco il perchè di questo pasticcio. Chi ci governa(anche chi sta dando battaglia per Malpensa e, in generale, tutti i governi) sa bene che Malpensa non ha mai avuto i numeri per diventare quello che vuole essere.
Sa bene che Alitalia è destinata a diventare francese dopo i giochetti in odore di lobbysmo che sono stati fatti in Europa sotto il governo Berlusconi.
Sa bene che Milano conterà soltanto per quanto riguarda il trasporto su ferro(e neanche troppo).
E che Roma diventerà il vero HUB italiano. PEr forza di cose.
Sostenere la permanenza di Malpensa sarebbe soltanto uno dei soliti sprechi tutti italiani.
E quindi, che nessuno si aspetti che Alitalia rimanga nostra e che Malpensa si sviluppi sulla base di Alitalia.
Hanno già deciso tutto, solo che non vogliono dirlo.
Alitalia potrà rimanere Italiana alla sola condizione che venga ri-nazionalizzata, facendo un’unica base operativa a Roma per quel che riguarda la manutenzione e i servizi ausialiari.
E alla sola condizione che venga lanciata una politica sinergica con le altre compagnie del sud-Europa, per farne il vettore trampolino esclusivo del mediterraneo e dell’europa meridionale.
Ovviamente, Malpensa, da cattedrale nel deserto qual’è, è perfettamente inutile.
Come è evidente, il clientelismo esiste più vivo che mai.
Settembre 3rd, 2008 at 15:48
Ciao Marco,
Alitalia ha fallito con gli aerei stracolmi di passeggeri………..e con tutti i milioni di euro dati agli ex amministratori delegati vedi il caso Cimoli …..puoi ben capire un ulteriore motivo delle casse vuote.
Gli occhi si gonfiano di lacrime per il Ben di Dio sprecato.
Un caro saluto Cristina.