La politica peggiore è quella di chi fa il contrario di ciò che dice.
Nella Regione Lazio ed in Piemonte, Ferrero e Diliberto, che dicono di esser ancora comunisti, hanno annunciato in queste ore in via definitiva di voler appoggiare i candidatI di centrosinistra.
In questi casi però gli ingombri hanno nomi insostenibili: Emma Bonino e Mercedes Bresso.
La leader radicale è sempre stata una “madonna” liberista, antioperaia, sempre pronta a scagliarsi (da destra) contro i sindacati e il settore pubblico, per non parlare delle sue posizioni in politica estera, filoamericana ed antipalestinese; insomma l’esatto contrario di chi dovrebbe dare la scossa per far dimenticare l’originale governo di Marrazzo.
Lo stesso Ferrero dichiarava, non a torto, solo venti giorni fa (ansa dell’11 gennaio), che “ la Bonino è un regalo del PD a Fini” e che “se andiamo a confrontarci sui temi sociali, non so chi sia più a destra tra la polverini e la Bonino”. Cosa è successo nel frattempo? Immaginiamo il calcolo di potere nell’ottenere una poltrona da consigliere regionale. Una miseria di fronte alle idee di giustizia sociale e solidarietà che chi si ammanta ancora della parola comunista dovrebbe sapere.
Stesso discorso vale per la Bresso che imbarca tutti per un patto di “puro potere”, dall’UDC appunto alla Federazione della Sinistra. Ma come potranno ancora ad andare alle manifestazioni contro la Tav senza vergognarsi? La realtà e peraltro ben descritta nel comunicato che sigla l’innaturale accordo piemontese: “..l’intesa prevede un posto per un esponente Federazione della sinistra nel listino della presidente Bresso” (ag.AGI 8 Febbraio). Appunto posti in cambio di idee…
Un comunista non voterà mai per una lista che sta con la Bonino o con la Bresso, spiace dirlo, ma l’opportunismo politico di Ferrero e Diliberto è senza limiti. In tal senso ci auguriamo e ci adopereremo per far sì che nessuno li segua…
Dichiarazione di Marco Rizzo (Comunisti Sinistra Popolare)
