La Federazione della Sinistra (Prc+Pdci) purtroppo continua a perseverare negli errori e, a queste elezioni regionali va a braccetto coi peggiori (Loiero, Burlando, Bresso e Bonino). In accordo programmatico col PD in 7 regioni (Liguria, Emilia Romagna, Toscana; Calabria, Umbria, Puglia); in accordo elettorale sempre col PD in Piemonte, Basilicata e Lazio (in Piemonte anche e di nuovo con l’UDC); mentre risulta autonoma dal centro sinistra non per vocazione ma per necessità (cioè perchè non li hanno voluti) nelle Marche, in Lombardia ed in Campania (sì anche in Campania, come si evince da una dichiarazione testuale di Ferrero -Ansa 17 feb- “abbiamo provato a raggiungere l’accordo e abbiamo chiesto al PD un candidato che non fosse esperienza delle due cordate del centro sinistra..”).
L’esatto contrario di quello che si era detto nelle conclusioni del congresso di Chianciano sull’alternatività dei comunisti rispetto al PD per riconvertirsi in realtà alla riproposizione (in sedicesimi parrebbe, visti gli inifinitesimali dati che appaiono da tutti i sondaggi) di alleanza con l’Ulivo di prodiana memoria, con buona pace per le lotte dei lavoratori, dei movimenti sociali e no Tav, insomma lontani da quelli che dovrebbero e potrebbero essere i referenti sociali di una riscossa dei comunisti e di una vera sinistra. A questo punto, dopo il 29 marzo, può darsi che la tendenza all’azzeramento dei consensi produca una qualche riflessione…
