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Lettera aperta di Marco Rizzo, Comunisti Sinistra Popolare.

Di fronte ad una crisi del sistema che è strutturale e che produce sempre maggiori sofferenze a larghissima parte della popolazione, le elezioni sono vissute come “fine ultimo” dalla politica tutta.
Invece di esser usate come “verifica del lavoro svolto”, le consultazioni elettorali diventano la bussola della politica di mestiere che sopravvive nel rinnovarsi tra poltrone e strapuntini. Dentro questa “miseria” sta inscritta la vicenda delle prossime elezioni regionali, che vedono da una parte il pessimo spettacolo del Partito Democratico, che un giorno ammette la pericolosità del berlusconismo (per evitare di perdere definitivamente il contatto con la propria base) e l’altro invece è pronto al dialogo e all’inciucio (per la complicità netta coi poteri forti del sistema). Una performance assai deludente del triste Bersani, con un partito che non ha nemmeno il coraggio di usare gli strumenti che ha esso stesso enfatizzato. Abbiamo sempre contestato il fatto che le “primarie” fossero un momento vero di partecipazione e di protagonismo, ma oggi risultano utili perlomeno per evidenziare l’ipocrisia di una formazione politica che, prima le esalta e mitizza come strumento essenziale della democrazia e addirittura come ritorno alle origini ma poi, quando potrebbero esser usate per sciogliere i nodo insoluti, dal Lazio alla Puglia, dall’Umbria alla Campania, le scarta come un imbarazzante ingombro.
L’altra desolante rappresentazione è quella che riguarda quello che rimane dei comunisti e della sinistra. Qui l’imbarazzo è tutto per la Federazione della Sinistra e per Sinistra e Libertà che non sono mai state minimamente consultate nella scelta delle candidature, nella preparazione di programmi aleatori se non esplicitamente negativi come quelli riguardanti la privatizzazione delle acque o l’attuazione della Tav e che non hanno mai prodotto un bilancio sulla loro partecipazione diretta nelle giunte delle regioni (mal)governate dal centrosinistra. Insomma una totale subalternità al PD che, dal Lazio alla Puglia, produce “mostri”. Quello più grave, almeno perchè si tratta della regione più importante, quella della Capitale, è legato alla candidatura di Emma Bonino, “madonna” delle politiche ultraliberiste ed antipopolari che vogliono continuare il massacro sociale della nostra gente. Serve un segnale, sull’unica strada davvero utile da percorrere e cioè una lista alternativa al PD ed alla Bonino, fatta da tutti i partiti comunisti e dalla sinistra politica e sociale. Un appello in tal senso parte proprio da noi, CSP,che, da tempo, abbiamo spiegato che non presenteremo il nostro simbolo, ma che, in questo caso, saremo disponibili a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo.


GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO BERLUSCONI, ORA ALTERNATIVI AL PD
La grande manifestazione di ieri contro Berlusconi è un punto importante della battaglia contro questa pessima maggioranza che governa il Paese. Parlando del quadro politico non possiamo vedere come l’assenza ufficiale del PD sia sintomatica della volontà del triste Bersani di esser totalmente dentro il quadro delle compatibilità politiche e sociali. Con il PD quindi non si può che essere alternativi, invece pare che per le elezioni regionali prossime molti (da Vendola alla Federazione della Sinistra) siano prontissimi, per qualche poltrona in più, ad alleanze spregiudicate sino all’UDC. Insomma la solita pessima “solfa” del ceto politico che ha portato a consumare la fiducia della nostra gente.



Continua l’attenzione e la  crescita del progetto di Comunisti Sinistra Popolare.

In queste ore si registra la significativa adesione del compagno Norberto Natali, una vita interamente dedicata al movimento operaio e comunista.

Norberto è un operaio (a 19 anni viene licenziato per rappresaglia politica e vince la vertenza che ne segue); aderisce al movimento giovanile del PCI, e ne diventa membro del Comitato Centrale sempre in giovanissima età; Armando Cossutta è testimone al suo matrimonio.

Successivamente,  è tra i primi fondatori di Rifondazione Comunista da cui si allontana anticipandone il giudizio sulla deriva eclettica ed inconcludente.

Natali è stato coinvolto qualche hanno fa in una clamorosa montatura giudiziaria (assieme ad altri compagni dell’organizzazione Iniziativa Comunista) con  accuse false che  lo indicavano come  collegato all’omicidio D’Antona. Durante quell’amaro e immeritato periodo di vessazione ha perso definitivamente la vista da entrambi gli occhi, ma ne è uscito a testa alta con un contenzioso persecutorio che purtroppo continua tuttora .

La sua adesione, assieme ad altri compagni legati alla sua esperienza, rappresenta un contributo importante nel radicamento popolare a Roma ed in altre parti del Paese, nonché un valido aiuto dal punto di vista di una militanza intellettuale e organizzativa.

 Nel dare il benvenuto a Norberto Natali, Comunisti Sinistra Popolare, evidenzia la sua adesione appunto come un momento di crescita al progetto di ricostruire una presenza comunista ed una vera sinistra in Italia per i prossimi anni. (Marco Rizzo)

Il 5 dicembre tutti in piazza a manifestare contro Berlusconi, alternativi al Partito Democratico, per un fronte contro la crisi e per il lavoro. Comunisti Sinistra Popolare sarà in piazza per iniziare la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per il posto fisso. Perché questa proposta?La situazione drammatica del lavoro all’interno di una crisi sociale di carattere strutturale, oggi è segnata dalla mancanza praticamente totale di diritti, di assoluta precarietà e da un concerto culturale, politico e legislativo che rende i lavoratori stessi alla stregua di una semplice merce.
Risulta evidente che solo una azione complessiva può ridare voce e rappresentanza ad una classe sempre più estesa di sfruttati senza alcun futuro. Riteniamo che uno dei punti di attacco più efficaci possa essere quello dello strumento dell’iniziativa di legge popolare. Consente infatti di attivare iniziativa politica e lotta sul territorio e nei luoghi di lavoro e di studio, mantenendo alto il confronto sul merito della lotta alla precarietà ed alla disoccupazione.
Proprio sul merito vogliamo dire apertamente che la precarizzazione odierna di ogni forma di lavoro, anche quelle più professionali ed intellettuali, è ormai inaccettabile e che solamente una profonda rottura -appunto politica, culturale e legislativa- potrà fermare questa deriva. Contro la precarietà diffusa vogliamo rompere quello che appare un dato immutabile dello status-quo precario e flessibile, contrapponendovi l’antica ma efficace idea del “posto fisso”.
Questa iniziativa ha certamente un aspetto provocatorio, ma è concretamente realizzabile con rapporti di forza sociali e politici diversi da quelli di oggi. Siamo di fronte “all’uovo di Colombo”, ma da qualche parte bisogna pur ripartire, e la rottura del binomio “compatibilità/senso di responsabilità” crediamo sia il punto su cui forzare.
Ad esempio, non è forse abbastanza incompatibile ed irresponsabile una situazione in cui giovani laureati con il massimo dei voti facciano master a 500 euro al mese, per esser poi sfruttati di nuovo con altri inutili stages sempre con “salari da fame”? Già li sentiamo i “soloni” dell’esthablisment economico, politico e sindacale pontificare sulla irrealizzabilità della proposta, asserendo che il ritorno al lavoro a tempo indeterminato per tutti e la fine della precarietà produrrebbero ulteriore crisi alle imprese e quindi addirittura maggiore disoccupazione. A tal fine abbiamo voluto rispondere richiamandoci all’intervento pubblico con una compensazione sugli effetti occupazionali mediante la proposta di un Fondo Straordinario contro la Disoccupazione. Una proposta che certamente richiede il recupero di ingenti risorse pubbliche, non recuperabili attraverso l’aumento della normale tassazione, ma grazie ad un piano di attacco al capitale finanziario speculativo.
In sostanza, un provvedimento legislativo di classe che sarebbe un beneficio per l’intera popolazione italiana che vive del proprio lavoro. Molti, sfibrati dalla sbornia liberista di questi anni, sfiduciati dalla mancata rappresentanza parlamentare dei partiti della sinistra, sarebbero oggi “disponibili” a battersi, non avendo ormai più nessun argine normativo che li difenda.
Si tratta di “osare” dal punto di vista politico e culturale, serve coraggio anche nelle scelte legislative proponibili.
L’iniziativa questa volta parte “dal basso”, a maggior ragione dopo il fallimento della partecipazione ai governi di centro sinistra nella difesa degli strati popolari.
Contro l’idea della precarietà e della flessibilità, cara solo ai poteri forti ed ai loro servi sciocchi, rilanciamo l’esigenza del “lavoro fisso come diritto inalienabile”. Su questo terreno di iniziativa auspichiamo una forte tensione unitaria dei singoli e dei soggetti politici e di movimento.

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

«Norme per la cancellazione del lavoro precario, per l’estensione delle garanzie dei lavoratori e per l’istituzione di un fondo straordinario contro la disoccupazione»
Art 1
(abrogazione delle forma contrattuali a tempo determinato)
Gli articoli dal 38 al 45 compresi, dal 54 al 59 compresi, dal 61 al 69 compresi, dal 75 all’82 compresi e 86 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, e successive modificazioni, sono abrogati.
Art 2
(contratto di lavoro)
1. L’articolo 2094 del codice civile è sostituito dai seguenti:
“Art. 2094.
Con il contratto di lavoro che si definisce a tempo indeterminato, il lavoratore si obbliga, mediante retribuzione, a prestare la propria attività con destinazione esclusiva del risultato al datore di lavoro. Il contratto di lavoro deve prevedere mansioni, categoria, qualifica e trattamento economico e normativo da attribuire al lavoratore.
Non è altresì possibile dare luogo a trattamenti economici e normativi peggiorativi rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi applicati agli altri lavoratori dipendenti della medesima impresa.
Art.2094-bis.
I datori di lavoro informano semestralmente le rappresentanze sindacali aziendali o unitarie sul numero, sulle caratteristiche professionali e sulle modalità delle prestazioni lavorative dei lavoratori che prestano la loro attività nelle rispettive aziende.”
2. L’articolo 2095 del codice civile è sostituito dal seguente:
“Art. 2095.
I lavoratori di cui al primo comma dell’articolo 2094 del c.c. si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati e operai.”
Art 3
(termine di durata)
1. Il contratto di lavoro di cui all’articolo 2094 del codice civile come sostituito dall’articolo 2 della presente legge è stipulato a tempo indeterminato salvo nei casi indicati al comma 2 del presente articolo.
2.E’ consentito apporre un termine alla durata del contratto di lavoro nei seguenti casi:
a) in caso di oggettive e temporanee ragioni di carattere tecnico organizzativo o produttivo, verificate con l’assenso del Centro per l’impiego territoriale;
b) per la sostituzioni di lavoratori assenti nei confronti dei quali sussiste il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.
3.Il termine per la durata del contratto di lavoro di cui al comma precedente, non può in ogni caso risultare superiore ad un anno.
4.Qualora il contratto a termine di cui al comma 2, superi i 100 giorni lavorativi all’anno, è assicurata al lavoratore una copertura previdenziale contributiva pari a quella prevista per l’intero anno solare.
Art 4
(conversione dei contratti a tempo determinato in corso di esecuzione)
1.Ai rapporti discendenti da contratti di collaborazione coordinata e continuativa in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della presente legge si applicano le disposizioni di cui agli articoli 2094, 2094-bis, e 2095 del codice civile come sostituti dall’articolo 2 della presente legge, nonché quelle relative alle leggi speciali vigenti in materia di lavoro.
2.Ai rapporti di collaborazione riconducibili ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3.
3.Per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della presente legge presso pubbliche amministrazioni sono indette apposite procedure concorsuali assuntive.
Art 5
(abolizione dei contratti di somministrazione di lavoro)
1.A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietata la stipula di contratti di somministrazione di lavoro.
Art 6
(responsabilità solidale in caso di appalto e subappalto)
1.L’imprenditore che affida appalti di opere o servizi di qualunque genere è responsabile in solido con l’appaltatore e con gli eventuali subappaltatori, nei confronti dei dipendenti di questi ultimi per l’adempimento di tutti gli obblighi derivanti dalla legislazione vigente in materia di previdenza e di assistenza, nonché per l’applicazione di trattamenti economici e normativi non inferiori a quelli spettanti ai dipendenti del committente.
Art 7
(estensione delle garanzie dei lavoratori)
1.L’applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 18 e 35 del DPR 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei Lavoratori) è estesa alle imprese industriali e commerciali facenti capo ad un unico titolare, persona fisica o giuridica, qualora il numero complessivo dei dipendenti assunti nelle suddette imprese sia superiore a 15 unità, anche se ciascuna impresa, singolarmente considerata, non raggiunga tali limiti.
2.Tale estensione si applica anche alle imprese agricole facenti capo ad un unico titolare, che occupano complessivamente più di cinque dipendenti.
3.Le garanzie di cui al comma 1, sono estese altresì alle imprese industriali e commerciali che non superino singolarmente le 15 unità lavorative, qualora risulti un vincolo di parentela, entro il II grado, tra titolari delle suddette imprese che complessivamente considerate superino i 15 dipendenti e qualora sussista un legame chiaro e manifesto tra le imprese considerate.
Art 8
(istituzione di un fondo straordinario contro la disoccupazione)
1.E’ istituito il Fondo Straordinario contro la Disoccupazione (FSD) per rispondere alle difficoltà della crisi economica
2.Entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge il governo provvederà a disciplinare, mediante regolamento, la distribuzione dei fondi, a partire dalle norme di legge che riguardano gli ammortizzatori sociali.
Art.9
(oneri derivanti dall’istituzione del FSD)
1.Agli oneri derivanti dall’attuazione della seguente legge per la parte relativa al FSD si provvede mediante:
a) la tassazione dei trasferimenti di capitale all’estero riguardanti tutte le transazioni di capitale finanziario, con l’applicazione di una aliquota del 3 per cento per le operazioni di durata non superiore ai sette giorni, di una aliquota del 2 per cento per le operazioni di durata non superiore ai trenta giorni e di una aliquota dell’1 per cento per le operazioni di durata superiore ai trenta giorni;
b) la tassazione dell’incremento di valore dei titoli azionari (guadagno in conto capitale) con aliquota d’imposta del 30 per cento fissa.
Art.10
(disposizioni transitorie e finali)
1.Entro 6 mesi dall’entrata in vigore il governo adotta le misure regolamentari idonee a disciplinare quanto non espressamente stabilito dalla presente legge.
2.La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

I sottoscritti elettori sono informati, ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” che il promotore della sottoscrizione è l’ASSOCIAZIONE POLITICA ”COMUNISTI-SINISTRA POPOLARE” domiciliata per l’iniziativa presso lo studio legale Galdi, via Giovanni Bettolo 4 - Roma.

Da oggi il Pdci in Molise non c’è più, nasce Comunisti Sinistra Popolare, aderisce la maggioranza assoluta del comitato regionale, il consigliere regionale Michelangelo Bonomolo e le sezioni di Campobasso, Termoli, Campomarino, Santa Croce, Casacalenda.

Presentazione pubblica di COMUNISTI SINISTRA POPOLARE MOLISE, con conferenza stampa a CAMPOBASSO presso la sede del Consiglio Regionale  VENERDI 24 LUGLIO alle ore 11.00 in via IV novembre 87, saranno presenti MARCO RIZZO E MICHELANGELO BONOMOLO, consigliere regionale.

Da tempo nel nostro paese il lavoro è cambiato. E’ cambiata la sua natura, la sua articolazione, la sua stessa percezione. Nulla è più come prima.‘Sulla bara di un operaio della Tissen stava solo una sciarpa di una squadra di calcio…Venti, trenta anni fa su quel feretro di ingiustizia e dolore ci sarebbe stata anche una bandiera rossa…’.Tutte le esperienze dei nuovi lavori, flessibili e precari, raccontano dell’assenza di una qualsiasi identità del lavoratore. Segno visibile di una sconfitta, che arriva da lontano… dalla “linea dell’Eur”, dai cancelli di Mirafiori nel 1980, dal “pacchetto Treu”…Il progetto del padronato è stato chiaro ed efficace: prima colpire l’autorappresentazione, l’orgoglio identitario, il senso di appartenenza di una classe lavoratrice che, mentre cambiava la sua composizione, perdeva radici e forza; dopo, conquistare anche ideologicamente, un popolo lavoratore tanto inebetito dal tubo catodico quanto privato di un’anima.Hanno cambiato persino le parole… il “padrone” non c’è più, ci sono le “imprese”, i “licenziamenti” neppure, rimane la “flessibilità in uscita”, anche la guerra cambia nome “peacekeeping”…Il possibile e necessario riscatto deve saper leggere questi cambiamenti. Non è un dato solo sovrastrutturale, ma riscoprire radici e identità sono la strada per trovare forza nella lotta per la giustizia sociale.Senza identità non c’è lotta, o meglio può esserci una lotta isolata e contestuale, questo difficilmente fa vincere.Il processo è lungo ma va iniziato partendo dalla centralità cruciale del conflitto tra capitale e lavoro, tutto il resto viene dietro.I lavoratori possono tornare ad esser la loro stessa identità, conoscono l’impegno e l’ingegno che produce ricchezza, gettito fiscale e vita del paese. Devono tornare ad essere il fulcro dell’azione politica dei comunisti e di una sinistra che se tornerà ad esser popolare avrà un cuore per cui riscaldarsi e lottare.L’obiettivo di lotta è il lavoro come un diritto e non come una merce. Un’auto, un frigorifero si possono rottamare, una persona no! Dietro al lavoro ci sono persone in carne ed ossa!Per dare forza a chi un lavoro lo conserva ancora, ma anche a chi non ce l’ha, bisogna cancellare tutte le norme che rendono precario il lavoro, per tornare a dargli dignità , per il futuro delle nuove generazioni.    

. In una affollata conferenza stampa con la partecipazione di Marco Rizzo, il Presidente del VII municipio, Roberto Mastrantonio ed il segretario della sezione “Palmiro Togliatti”, Rodolfo Di Francesco, hanno spiegato le ragioni della scelta di abbandonare il PdCI e di aderire al nuovo progetto politico “COMUNISTI-SINISTRA POPOLARE”. Le ripetute sconfitte, la subordinazione al governismo e al poltronismo ed un gruppo dirigente ed un segretario nazionale “attaccati col vinavil alle loro poltrone” sono alle origini di questa scelta. Il futuro dei comunisti, di una loro costituente e più in generale della sinistra, non può che essere riconsegnato “ritornando tra la gente e ripartendo dalle lotte”.Un orizzonte di lavoro politico di medio e lungo periodo, per ritornare a conquistare la fiducia degli strati popolari. “COMUNISTI-SINISTRA POPOLARE” sarà presentato a Roma lunedì 20 alle ore 18.00 in via Franco Angeli 5, angolo via Palmiro Togliatti, con una grande assemblea popolare con Marco Rizzo.

Al Segretario nazionale del PDCI, all’Ufficio di Segreteria nazionale del PDCI, all’Ufficio Politico nazionale del PDCI, al Dipartimento organizzazione del PDCI, alla Commissione nazionale di garanzia del PDCI,  e p.c.  Al Segretario regionale del PDCI Sicilia,e p.c.  Alle compagne ed ai compagni della Segreteria regionale del PDCI Sicilia

 

In relazione alla comunicazione fatta pervenire il 9 Luglio 2009 al Segretario regionale, compagno Salvatore Petrucci, da parte del dipartimento organizzazione, con la richiesta di inoltrarla a tutti i membri del comitato federale, avente come oggetto “Reggenza Federazione di Palermo”, la direzione provinciale di Palermo non può e non deve esimersi dall’esprimere la propria opinione collegiale. In primo luogo ci siamo posti alcune legittime e semplici domande: perché un provvedimento di questo genere trattandosi di un atto ufficiale viene inviato al Segretario regionale con la preghiera di inoltrarlo ai diretti interessati e non viene inviato direttamente a loro?… (more…)

giovedi’ 16 luglio PALERMO ore 11.30 conferenza stampa con Alessandro D’Alessandro presso

sala dei valdesi Via dello Spezio 43

 

venerdi’ 17 luglio ROMA ore 11.30 conferenza stampa con Marco Rizzo, Rodolfo Di Francesco e

Roberto Mastrantonio, hotel express-holiday inn via perlasca 46 zona togliatti

  

venerdi 17 luglio Pontedera (PISA) ore 19 iniziativa pubblica con Marco Rizzo, Aldo Bruno, Fabiano Angiolini presso circolo Bertelli via indipendenza segue cena di autofinanziamento

 

sabato 18 luglio GENOVA ore 11.30 conferenza stampa con Marco Rizzo, Luca Corsi, Roberto De Logu, Guido Ricci. sala caffe’ Professional via morin 55-57 rosso zona foce

  

lunedi’ 20 luglio ROMA dalle ore 17.30 iniziativa pubblica con Marco Rizzo, Cristina Benvenuti, Andrea Fioretti (com.un.), Roberto Mastrantonio, Alessandro Mustillo, Roberto Mastrantonio, David Tranquilli, Sala CMB via Franco Angeli 5 ang via Togliatti

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