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La manifestazione nazionale in appoggio alla causa dei cinque agenti cubani reclusi ingiustamente e illegalmente nelle carceri USA da 10 anni si è tenuta il 13 settembre a Roma, in Piazza Farnese.

Sono intervenuti:

  • Rodney Clemente Lopez (Ambasciatore della Repubblica cubana in Italia)
  • José Luiz Del Roio
  • Iacopo Venier
  • Claudio Grassi
  • Sergio Marinoni
  • Tecla Faranda
  • don Massimo Nevola
  • Rose Kazma
  • Oliviero Diliberto
  • Fabio Amato
  • Franco Turigliatto
  • Marco Ferrando
  • Mauro Bulgarellli
  • Vittorio Agnoletto
  • Marco Rizzo
  • Giusto Catania
  • Umberto Guidoni

La risposta alla domanda su cosa significhi essere comunisti oggi, non può che partire dal contesto e dalla fase che abbiamo attraversato e da quella – sensibilmente diversa – nel quale siamo entrati. Per almeno venti anni, a livello mondiale, ha agito concretamente un monopolio dell’opzione liberista del capitalismo e del pensiero liberale su ogni manifestazione della vita economica e sociale e un violento tentativo di liquidazione storica che ha portato alla capitolazione di Stati, di interi partiti, di intellettuali e di movimenti che si richiamavano al socialismo come esperienza storica e al comunismo come prospettiva per l’umanità. Una delle tesi centrali dell’ analisi sull’imperialismo che abbiamo sviluppato in questi anni, è che siamo passati dalla fase della globalizzazione (o meglio mondializzazione) a quella della competizione globale, ossia che il capitalismo una volta raggiunto il livello più alto del suo sviluppo non può che entrare in competizione con se stesso e con le frazioni su cui si è articolato a livello mondiale… (more…)

La legge che c’è funziona e non va cambiata, non vogliamo uno Stato confessionale così come non vorremmo più una politica che strumentalizza anche questi temi. Cercando comunque lo scontro dentro al Partito Democratico parlano di aborto ma è solo una lotta di potere…

Il discorso del Presidente Napolitano, con tutto il rispetto, non convince per due motivi. Il primo perchè unire sinistra e destra, pur a favore delle riforme, non è una buona politica, essendo questa mossa una vera e propria anticamera dell’inciucio, e cioè il tradimento dell’elettorato dell’una e dell’altra parte. Il secondo perchè è oramai insopportabile una situazione in cui la politica predica bene e razzola male: aumentano le disuguaglianze sociali e, grazie alla Legge Biagi fatta dal centrodestra e al protocollo sul welfare siglato -ahimè- dal centrosinistra, aumenta il precariato e continuano le morti sul lavoro, come ha dimostrato la tragedia della Thyssen Krupp di Torino.